lunedì 22 settembre 2008

...DEDICATO A ME..






Vorrei entrare dentro i fili di una radio
E volare sopra i tetti delle città
Incontrare le espressioni dialettali
Mescolarmi con l’odore del caffè
Fermarmi sul naso dei vecchi mentre Leggono i giornali
E con la polvere dei sogni volare e volare
Al fresco delle stelle,, anche più in là


Sogni, tu sogni nel mare dei sogni.

Vorrei girare il cielo come le rondini

E ogni tanto fermarmi qua e là
Aver il nido sotto i tetti al fresco dei portici

E come loro quando è la sera chiudere gli occhi con semplicità.

Vorrei seguire ogni battito del mio cuore

Per capire cosa succede dentro
e cos’è che lo muove

Da dove viene ogni tanto questo strano dolore
Vorrei capire insomma che cos’è l’amore
Dov’è che si prende, dov’è che si dà


Sogni, tu sogni nel cielo dei sogni

4 commenti:

babbo ha detto...

---COME NON ASSOCIARSI ALLA DEDICA.
BABBO.

Asì ha detto...

ciao BABBO, ora siamo in due che vorremmo essere come le rondini.. :-)

gians ha detto...

ho sempre pensato, che per quanto si immagini al corpo umano come una macchina perfetta, qualcosa di sbagliato doveva pur esserci. non mi riferisco al suo deterioramento, e nemmeno a qualche suo inumano apparire. quello che trovo imperfetto sta nell'incapacità degli occhi nel rovesciarsi all'interno per vedere ciò che abbiamo dentro. l'unica alternativa a nostra disposizione rimane quindi l'immaginazione di quello che pensiamo d'essere. una poesia in fondo è questo! ciao asì. :)

Asì ha detto...

si GIANS , bravo mi piace il concetto..