martedì 16 ottobre 2007

"Ci rissiamo?" nel senso di rissa?

11 commenti:

Asì ha detto...

ROSANNA BENZI, IL VIZIO DI VIVERE

Amava la vita. Era allegra e ironica. Fino all'ultimo; fino a quando un male incurabile ha troncato la sua voglia di vivere. Rosanna Benzi, 43 anni non ancora compiuti, ventinove trascorsi in un polmone d'acciaio nella sua camera dell'ospedale San Martino di Genova, si è spenta il 4 febbraio scorso; sofferente ma lucida, il sorriso sulle labbra, nonostante quest'ultima malattia che la consumava giorno per giorno.

Rosanna Benzi, una donna «simbolo» delle battaglie contro l'emarginazione dei più deboli (anche se usare questo vocabolo, «simbolo», è già farle un torto perché può significare volerla inquadrare in una categoria). Certo, una testi­monianza di come si possa affrontare la vita con determinazione e coraggio, nonostante l'immo­bilità forzata, la dipendenza totale da una macchina per poter respirare, le pareti d'una stanza d'ospedale.

Quel polmone d'acciaio dell'ospedale San Martino di Genova poteva essere considerato una «prigione» per tanti. Non per lei. Ha continuato a guardare il mondo intero attraverso uno spec­chio ed il mondo ha conosciuto il suo volto rifles­so in quello specchio, la sua determinazione nel voler affrontare sul serio i problemi, anche i più difficili (anche i temi «tabù», come il rapporto tra sessualità ed handicap, per fare un solo esempio).

Rosanna ha guidato battaglie per i diritti degli handicappati, ha fondato e diretto una rivista stampata in seimila copie («Gli altri»), ha scritto due libri («Il vizio di vivere», «Girotondo in una stanza», Rusconi Editore), uno dei quali è diventato un film diretto da Dino Risi, protagonista Carol Alt.

Una vita ricca di amicizie, relazioni umane, lavoro.

È il 1962 quando una polmonite virale la paralizza, provocando una grave insufficienza respiratoria. Rosanna ha tredici anni. Poco dopo entra nel polmone d'acciaio («il mio scaldabagno», diceva lei con ottimismo), per non uscirne più, se non in qualche rara occasione per partecipare a manifestazioni pubbliche. La sua storia è rimbalzata sui giornali quando Papa Roncalli, Giovanni XXIII, le ha scritto una lettera, cinque gior­ni prima di morire, per «ringraziarla per la sua voglia di vivere».

In ventinove anni, Rosanna Benzi ha saputo svolgere una attività intensissima a sostegno dei diritti degli handicappati. Si è innamorata ed è stata contraccambiata. Ha coltivato anche il desiderio di avere un figlio, per arrivare a con­cludere: «Ma averlo sarebbe stato un atto di egoismo, non d'amore. Un bambino ha bisogno di essere tenuto in braccio da sua madre».

Poche settimane prima di morire ha rilasciato una intervista alla Rai: «Spero che il lavoro che ho iniziato vada avanti. Spero di lasciare di me l'immagine di una donna con pregi e difetti. Un po' matta, un po' ironica. Spero di non aver fatto brutte figure ...». La vogliamo ricordare così, al di là degli schemi che pretendono di catalogare la «diversità» e la «norma», invece di lasciar spazio alla originalità di ogni persona umana ed al valore d'ogni vita.

correva l'anno 1991 ,mi è rimasta inpressa una frase di questa splendida donna . "LA VITA VALE LA PENA DI ESSERE VISSUTA SEMPRE"

ROSANNA BENZI

Marcoz ha detto...

"LA VITA VALE LA PENA DI ESSERE VISSUTA SEMPRE"

Un'opinione personale rispettabilissima, finché non diventa un obbligo per gli altri.

Saluti

gallo ha detto...

Perfetta la sintesi di marcoz! Permette di dare il giusto significato alla naturale ammirazione per quella donna: ha scelto ciò che era meglio per lei. La stessa cosa che dice la Cassazione, in fondo; la scelta di vivere o morire è libera e personale.

Higuita ha detto...

Ciao carissimi,
intervengo per dire la mia, da ultima ruota del carro, pure di scorta e bucata....
Io credo che la frase di Gallo "la scelta di vivere o morire e' libera e personale" sia esattissima, percio' non applicabile nel caso alla ribalta in questi giorni. Io credo che nessuno possa prendere decisioni per una persona che entri in coma per anni, anche perche', in fondo, e' una dimensione che non conosciamo. Ben diversa e' la volonta' di uno che soffre "lucidamente", dato che puo' desiderare la fine di sofferenze (Welby/Nuvoli) o l'inizio di una vita differente (Benzi). A tal punto, come si e' fatto per la donazione organi, proporrei di dotare ogni cittadino italiano del tesserino in cui accetti o meno l'eutanasia, in casi in cui e' lesa l'espressione della propria volonta'.
Io amo la vita e l'amerei anche nell'eventuale sofferenza: ma e' una mia personalissima opinione e sono sicuro che non tutti possano accettare di tollerare soglie di dolore oltre il limite. Ma io penso anche che un mio rifiuto alla morte possa esser d'aiuto alla medicina ed alla ricerca per migliorare la stessa nel futuro.
Forse sono un tipo da sempre troppo positivo, ma avendo in casa un fratello handicappato dalla nascita (per niente autosufficente, incapace d'agire autonomamente) ho imparato tante di quelle cose dell'aspetto umano che mi hanno arricchito come persona. E mi hanno anche fatto capire che noi ..."esterni" mai arriveremo a capire cosa si vive nel loro essere, addiritura mai potremo ammettere che il nostro vivere sia migliore del loro.
Senza alcuna polemica, mio parere personalissimo, con massimo rispetto delle vostre idee.
Vi saluto con affetto

gians ha detto...

asi', un commentino.. cosi' tanto per gradire.

marcoz condivido pienamente!

gallo che te devo di!

higuita, trovo degli spunti interessanti, non lasciarci soli in questo post, scrivi quanto ti pare.

mari ha detto...

wee!! Ciao Gallo!
grazie per la fotooooooooo

grazie davvero!
Presto proviamo a farne una news
Non conoscevo questo blog

che bello!

gians ha detto...

mari, ma il gians dove lo lasci? benvenuta.

gallo ha detto...

mari, benvenuta sul nostro blog, che come hai visto è un collettivo; mari ti presento gians, gians ti presento mari! Accomodatevi pure di la a fare conoscenza; vi porto un drink, dei salatini?
Aspetto di vedere l'articolo...

gians ha detto...

gallo, ma si' un drink con mari, cosi' a occhio non mi dispiace.
mari, naturalmente scherzo.

Asì ha detto...

GIANS sono stato il primo a commentare questo post, non ti sei accorto ? comunque voglio aggiungere che sono d'accordo con HIGUITA,penso che ogni storia di questo dramma umano va analizzato in maniera differente a volte non è facile dire io sono favorevole o contrario,bisogna starci dentro per poter giudicare..perciò non so dare un giudizio ma ripeto le parole di ROSANNA BENZI "LA VITA VALE LA PENA DI ESSERE VISSUTA SEMPRE" mi ha lasciato senza parole...

babbo ha detto...

---ASI' PASIA PASIA PASIADI'
PONI IN MENTI A MEI
BABBO